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Il COVID-19 ha scioccato il mondo e ha messo in crisi tutte le economie. Ci trovavamo ancora alla fine del 2019 quando il virus è apparso per la prima volta nella città cinese di Wuhan. Inizialmente, ha interessato solo la Cina, ma i suoi effetti si son fatti sentire presto in tutto il mondo, obbligando molti paesi a fermarsi. Una delle prime nazioni a subire l’orrore del COVID-19 è stata proprio l’Italia. Con un virus capace di diffondersi rapidamente e i decessi superiori alla media dovuti all’età media molto alta della popolazione, gli effetti sono stati devastanti.

Molte aziende stanno ora lottando per sopravvivere a questo lockdown e il marketing giocherà un ruolo essenziale nella loro ripresa. Ho già voluto fornire qualche suggerimento nei precedenti articoli per affrontare meglio la crisi del Coronavirus. 

Ora mi sono però chiesto quanto sarà significativo l’effetto del virus sul marketing e sulle vendite, con la consapevolezza che la crisi interesserà alcune tipologie industrie molto più di altre. Gli effetti stimati invece sono ugualmente rilevanti sia per le società più piccole che per quelle più grandi. Nessuna azienda sfuggirà all’impatto del virus e i marchi dovranno riflettere attentamente su come si fanno strada attraverso gli shock economici.

La crisi ha già modificato in modo significativo i comportamenti dei consumatori, provocando cambiamenti nel modo in cui le persone usano la tecnologia, l’e-commerce, lo streaming live, l’e-learning, i giochi e la spesa online. Piuttosto di lamentarsi delle entrate perse, risulta ora importante imparare quanto possibile da ciò che è accaduto e prepararsi alla prossima fase. Il digitale avrà sicuramente un ruolo da svolgere nella ripresa, quindi i marchi devono essere pronti. Sulla base delle osservazioni delle ultime settimane, voglio proporvi 4 riflessioni utili ad affrontare questa crisi.

 

1. IL MARKETING TRADIZIONALE CEDE TERRENO A QUELLO DIGITALE

La crisi del COVID-19 ha colpito molti paesi a una velocità incredibile, interrompendo la vita dei consumatori e di conseguenza determinate attività di marketing, apparentemente dall’oggi al domani. Le campagne sono state cancellate, gli eventi sono stati rinviati se non annullati e le date dei lanci dei nuovi prodotti cambiate.

Mentre però le aziende sono state in grado di adattare le loro campagne digitali in tempo reale, non è stato possibile salvare le campagne tradizionali, come ad esempio quelle cartacee presenti sul territorio e prenotate in anticipo. In un primo momento gli annunci di stampa e TV uscivano sui media persino come se nulla fosse cambiato, sprecando tempo e denaro preziosi.

Al contrario, online le aziende sono state in grado di muoversi agilmente, reagendo al confinamento domestico con idee creative come streaming live, podcast, webinar, per rimanere in contatto con i propri clienti. Disney è stata persino in grado di anticipare prima della sua data di lancio originale e pianificata il ​​suo servizio di streaming Disney + nel Regno Unito e in Europa, per intrattenere le persone bloccate a casa.

Ovviamente viene ancora riconosciuta l’importanza del marketing tradizionale per la costruzione di un marchio, ma la risposta alla crisi del COVID-19 ha dimostrato a molte aziende che ora il digitale può svolgere questo ruolo, persino in maniera più economica, più veloce e migliore.

Per questo, al termine di questa crisi, prevedo che i marchi trasferiranno sempre più i loro budget al marketing digitale. Molti aggiorneranno la loro presenza digitale e si evolveranno nuovi modelli di business digitali.

 

2. I DATI RESTERANNO LA CHIAVE DI TUTTO

Interpretare correttamente i dati significa comprendere i tuoi clienti e il loro comportamento. Niente ora risulta essere più importante, specialmente durante una crisi in cui i cambiamenti comportamentali sono avvenuti così in fretta. I dati ti aiutano a sviluppare una certa empatia con i tuoi clienti attuali e futuri e ti offrono un sostanziale vantaggio competitivo.

Le aziende per rispondere rapidamente alle situazioni esterne e ottimizzare la spesa per raggiungere gli obiettivi prefissati nel breve e nel lungo termine, devono essere guidate dai dati. Le attività di marketing e comunicazione devono essere svolte a seconda del comportamento del pubblico: senza queste informazioni è impossibile garantirsi buoni risultati.

 

3. I MARCHI DOVRANNO DIMOSTRARSI UN VALIDO PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL CLIENTE

I social media sono sempre stati canali fenomenali per i marchi di connettersi con i consumatori e le comunità. In questo momento, i marchi devono usarli saggiamente e dimostrarsi capaci di aiutare la loro comunità in momenti di difficoltà come questo: devono essere presenti, rispondere alle insicurezze e dare loro supporto, impegnandosi a fare del bene o offrendo intrattenimento. Molti consumatori stanno cercando di metabolizzare le distanze sociali imposte: sono stati per tanto isolati o messi in quarantena e ora dovranno continuare a sforzarsi di rispettare le regole. Desiderano quindi un contatto più del solito e continueranno a cercarlo online.

Ricordati che le spese e l’impegno del marketing non sono finalizzate solo alla commercializzazione di un prodotto da acquistare: si tratta di costruire una community e di prendersene costantemente cura. I marchi devono comprendere e affrontare il cambiamento delle esigenze dei loro clienti. Questo tipologia di coinvolgimento e aggiornamento costante richiesta è però difficile da mantenere con il marketing tradizionale.

 

4. I MARCHI RIPENSERANNO LE LORO RESPONSABILITÀ SOCIALI

Se c’è una cosa che il COVID-19 ci ha insegnato, è che tutti dobbiamo prenderci cura l’uno dell’altro e agire insieme per il bene della società. Che si tratti di essere in prima linea in ospedale, di rifornire gli scaffali dei supermercati o di praticare il distanziamento sociale e di rimanere a casa, siamo tutti uniti sotto un unico obiettivo. Tutti abbiamo un ruolo da svolgere e la responsabilità di fare ciò che è nell’interesse della società.

Anche gli inserzionisti hanno un ruolo da svolgere. Sono in una posizione unica, in quanto hanno un contatto diretto con le comunità e i consumatori. Devono usare questo potere per rispondere alle mutevoli esigenze e preoccupazioni dei loro consumatori ed essere una fonte di verità e impatto positivo.

I marchi che non agiscono in modo responsabile o mirano solo ai propri interessi economici dovranno affrontare un potenziale contraccolpo da parte dei consumatori, dovuta alla perdita di stima e fiducia.

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